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  • Affitto non pagato per il coronavirus, cosa succede se non c'è un accordo con il locatore?

    I chiarimenti dell'avvocato Bertucci sui rischi che corre l'inquilino moroso durante l'emergenza sanitaria

    05/05/2020 Autore: Idealista.it

    Emmanuela Bertucci, avvocato dell’Associazione per i diritti di utenti e consumatori (Aduc), ha chiarito a idealista/news cosa rischia il locatario in caso di affitto non pagato durante l'emergenza coronavirus. Vediamo cosa succede se l'inquilino, in assenza di un accordo con il locatore, non paga o paga una cifra inferiore a quella stabilita dal contratto di locazione.

    In assenza di un intervento del governo, infatti, molte famiglie e molti commercianti si trovano in seria difficoltà per il pagamento dei canoni d’affitto. La via maestra, indicata da tutti gli esperti, è quella ditrovare un accordo con il locatore. Ma quando questo non avviene, cosa rischia l’inquilino che non paga o paga una cifra inferiore a quella stabilita dal contratto?

    Si viene sfrattati, perché di fatto l’affittuario è inadempiente alla propria obbligazione di pagare l’affitto, mentre il proprietario di casa sta continuando ad adempire alla sua obbligazione. Quindi si è morosi e la morosità porta a uno sfratto, sia che si tratti di un contratto d’affittoper un immobile a uso commercialeche residenziale”.

    Ma in questo momento il tema sfratti è particolarmente delicato: “Visto lo stato d’emergenza gli sfatti sono sospesi, ma solo fino al 30 giugno. Mentre le udienze per gli sfratti sono sospese fino all’11 maggio. Ma anche se è vero che verrò sfrattato più in avanti, sarò comunque tenuto al pagamento dei canoni e soprattutto ci saranno ulteriori spese di procedura e di avvocati che duplicano almeno la cifra che avrei dovuto pagare per il solo affitto”.

    Lo scenario cambia, ma solo parzialmente, se il locatario paga, ma solo parzialmente, la cifra pattuita per il canone d’affitto: “Si forma comunque una morosità e sarà comunque sfratto. L’aspetto su cui vi è un impatto sta nel fatto che comunque si prova la buona volontà nel pagamento nonostante la difficoltà di arrivare alla cifra totale, quindi in una procedura di sfratto, un giudice sarebbe più propenso in una procedura di sfratto a concedere il termine di grazia, ovvero altri 60-90 giorni per integrare il pagamento e non essere sfrattato”.

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