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Superbonus 110%, se il Fisco contesta l’agevolazione non si «torna» al 50%

18/02/2021 Autore: IlSole24ore

Il quesito. Qualora si effettui un intervento agevolabile al 110% e lo stesso venga recuperato in sede di controllo da parte dell'amministrazione finanziaria, si chiede se sia possibile riqualificare l'intervento nell'ambito della ristrutturazione edilizia con detrazione al 50 per cento, o nell'ambito del risparmio energetico con detrazione al 65 per cento, a seconda della tipologia di intervento realizzato. In caso affermativo, tali detrazioni competerebbero dalla data di sostenimento della spesa? L.C.- Macerata

La risposta. A rigore, la risposta al quesito è negativa. Nell'ambito delle detrazioni fiscali, infatti, l'amministrazione fiscale svolge principalmente un controllo di tipo documentale, in base all'articolo 36–ter del Dpr 600/1973, e, se dalla documentazione esibita essa riscontra che mancano i presupposti dell'agevolazione scelta dal contribuente, questa viene recuperata come maggiore imposta dovuta. In questo quadro, l'agenzia delle Entrate non è titolata a convertire il regime agevolativo, per il quale il contribuente ha optato, in un regime “sottostante” e di minore impatto, pur ricorrendone le condizioni, e questo perché il Fisco non ha il potere di sostituirsi alla volontà espressa dai contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi (o con la cessione del credito).
In ogni caso, il contribuente potrebbe ritenere opportuno impugnare il recupero dell'imposta, prospettando al Fisco prima (in sede di mediazione) e al giudice tributario poi (in sede contenziosa), valide ragioni per riqualificare la detrazione d'imposta nel senso indicato nel quesito, a partire dall'anno di sostenimento delle spese.

Tuttavia, una eventuale posizione contraria, sostenuta in giudizio dell'amministrazione, sarebbe ben motivata e darebbe vita a un contenzioso dall'esito estremamente incerto per il contribuente.

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